A volte le giornate iniziano così, a volte quando stanno per finire tutto quello che al mattino ti ha accolto, ti accompagna prima di chiudere gli occhi.
A volte la vita fa strani passaggi e i percorsi per cui credevi di avere del tempo, in realtà sono troppo lunghi e devi fermarti prima.
A volte accade che vedi un volto, un paio di occhi, una risata e sai che quello che vedi è quello che è, così, semplicemente naturale.
A volte succede che il volto scompare, gli occhi si chiudono e il sorriso si spegne improvvisamente in questa realtà, per ricomparire, aprirsi e riaccendersi altrove.
E in tutti questi “a volte” la domanda è sempre la stessa: perché?
C’è un perché dietro e dentro ogni cosa che accade, e c’è anche una mancata risposta a tanti, troppi di questi perché.
Poi ti ricordi che ci sono così tanti momenti in una vita, che alla fine anche i perché non trovano spazio.
Allora ti chiedi che senso ha e all’improvviso scopri che il senso, è nell’unico sentimento che in questa esperienza ha veramente senso: il bene.
Quindi parliamo di amore?
No, parliamo del bene che secondo me è altro.
In tutte le storie si parla sempre del bene che vince sul male, del bene che trionfa sempre e del bene che, alla fine dell’esistenza è l’unica cosa per cui si verrà ricordati.
Il bene è per tutti e per chiunque e comprende infinite forme di amore che sono racchiuse nel cuore.
Il bene lo vedi negli occhi, che prima delle parole e dei gesti, sono il biglietto da visita di ogni essere umano in questa esperienza.
Il bene è senza ritorno, senza aspettative e senza nessuna forma di ricompensa pratica.
Il bene è quello per cui ognuno di noi tornerà nella sua realtà arricchito di tanto, solo per aver sentito che provarlo nel cuore, è stato del cuore e non per il cuore.
Vivere spontaneamente nel bene e fare del bene un punto fermo della vita, rende la vita diversa e lascia dopo di noi, non il ricordo di chi eravamo, ma il bene che abbiamo contribuito a far “circolare”.


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