Certe cose ci sono e basta e non hai la possibilità di cambiarle o spostarle nel tempo.
C’è una storia, una strada, un percorso, un senso, ma nella mente tutto ha un posto, un posto preciso per tutto e per ognuno.
Quando provi a farti andare bene tutto, credendo che quello sia un bene, sei già oltre la porta e sai già che non stai vivendo.
C’è poca scelta, non c’è scampo, c’è fretta, c’è bisogno, c’è curiosità, c’è voglia e c’è un fuoco più dentro, che brucia e che chiede di essere spento, ma certe cose quando incontrano la vita, diventano quelle cose che investono e che lasciano a terra a domandarsi cosa, come, perché.
Certe cose in un giro di sguardi diventano parole e in uno sfiorarsi leggero, diventano la vita.
È tutto molto più forte di così e certe cose bisognerebbe saperle subito, invece che scoprirle quando i piedi non possono più scappare dal percorso.
Le parole diventano sentimenti, i sentimenti bisogni, i bisogni si amplificano, mentre si vive e quando non si può vivere quello che si sente, si comincia a mettere via e tutto cambia.
Certe cose riempiono la vita e trasformano le giornate, perché certe cose sono la vita e sono le giornate che si vivono.
Si adorano certe cose che puntualmente si ignorano, tutto nello stesso momento, nella stessa persona e sembra di conoscere ogni passo, ogni mossa, ogni aspetto e ogni parola ha un significato preciso e ogni silenzio è la spiegazione di quel significato.
Ma certe cose nell’esperienza, cambiano il modo di guardare, sentire, respirare, sorridere e sono quelle che si ricorderanno per sempre.
Certe cose esprimono la fragilità, la sensibilità, il bisogno di possesso e la necessità di sentirsi parte di qualcosa con qualcun altro.
Non esprimono il tormento e fanno pensare che non esista, perché non si vede.
Il tormento ha bisogno di momenti condivisi, di spazi che diventano uno, di fisicità, di appartenenza e di un luogo nuovo, dove possa esprimersi ed essere compreso.
Ma certe cose bisognerebbe dirle, bisognerebbe viverle e non lasciare che restino appese ad un filo, a dondolare nel tempo, fino a quando il filo si spezza e tutto precipita.
Certe cose bisognerebbe urlarle, spingerle così forte verso l’altro, per farlo barcollare e perdere l’equilibrio, per esprimere un tormento non solo personale, prima di iniziare una discesa che non si può fermare.
Certe cose segnano il tempo, il passo, a certe cose puoi solo sperare di sopravvivere, ma anche così è sopravvivenza, non vita.
Certe cose non funzionano sempre come ci si aspetta, perché l’amore, perché il bisogno, perché la mancanza, perché tutto quello che si prova non si dissolve così nel nulla.
Certe cose rappresentano l’adesso, costante, quello da cui non si sfugge e sono quelle cose che si vedono e che si sentono, sempre nello stesso modo.
Certe cose rappresentano il senso di quello che manca, scintillano per un istante, poi sono luce per sempre e il cuore conosce queste cose e sa come chiamarle.
Certe cose sono tutto e l’assenza di tutto, sono questo e quello, sono un verso e anche il suo contrario.
Certe cose non sono nei ricordi, eppure accompagnano i ricordi e se provi a guardarci dentro, scopri linee e riflessi di altri momenti del tempo, magari già vissuti o da vivere.
Certe cose appartengono a cicli di vita che si sono compiuti, a cui guardi magari con nostalgia.
Certe cose sono un abbraccio desiderato, sono un sorriso perso, sono i momenti in cui una mano si tende ad afferrare un altra mano, sono una carezza mancata, sono una spalla dove appoggiare la testa per riposarsi un momento, sono il rifugio dove ognuno vorrebbe fermarsi e trovare casa.
Certe cose sono in un posto e questo posto, è baia per la partenza e porto sicuro per il ritorno.
Certe cose esistono e aspettano un ritorno.
Ma ritornare non è mai semplice e non è di un solo momento.
Ritornare è un passo complesso fatto di tanti passaggi, dove il cuore deve aiutare la mente a superare tutte le situazioni della vita reale, che ostacolano l’amore e il suo circolare.
Ritornare è la soluzione che certe cose ti mostrano, sapendo che i passi che muoverai da quel momento saranno irreversibili, perché si torna sempre da braccia e cuori che sono la nostra casa.
Ritornare può sembrare senza via di uscita a volte, ma certe cose rendono il ritorno l’unica via di uscita.
Certe cose sono dove sono sempre state, senza fare rumore, senza chiedere, perché certe cose sono nel cuore e rimangono lì fino alla fine, per illuminare il percorso.
In una gravidanza alla prima ecografia, tutto quello che esiste è un piccolo battito sonoro, un segnale luminoso, un piccolo cuore pulsante che indica la vita.
Ecco, certe cose nascono da lì.


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