La storia ritorna
Un volto scavato, due occhi profondi, un’immagine dal passato in una foto in bianco e nero.
L’inizio di una storia che ritorna.
L’uomo seduto sul pavimento della stanza, spalle alla parete, aveva davanti a se una serie di scatole colorate.
Raccoglievano oggetti, sentimenti, ricordi, momenti di vita lasciati indietro e chiusi sotto il coperchio, come poco sotto la superficie della pelle.
Poteva essere un qualsiasi momento del giorno, e una qualunque stagione dell’anno, tutto quello che percepiva era la presenza delle scatole e una strana energia.
Guardava i colori delle scatole e pensava se per aprirle avrebbe dovuto scegliere un colore.
Si domandava se per caso, ogni colore potesse essere relativo al suo contenuto.
E poi un filo di luce si disegnò su un coperchio.
Fu un istante, un qualcosa di casuale che gli diede il motivo per scegliere una scatola piuttosto che un’altra.
Sollevò il coperchio di scatto e una serie di fotografie in bianco e nero, lo sorprese all’interno.
Due file di foto aspettavano pazienti di tornare ad essere sfogliate, come ricominciare a respirare dopo un lungo momento di apnea.
Ogni foto aveva la dimensione uguale a quella che la precedeva e a quella che la seguiva, e sembrava fossero state riposte con cura secondo un ordine preciso.
Tutte tranne una, che verso la fine di una fila sporgeva in maniera casuale, lasciando intravedere un angolo.
La mano fu più rapida dello sguardo e gli occhi si ritrovarono a fissare, un momento passato catapultato all’improvviso nel presente.
Un giovane uomo con giacca camicia e cravatta, in assenza di un sorriso, che guardava davanti a se, con lo sguardo profondo e lontano.
C’era qualcosa di già visto e qualcosa che sentiva crescere dentro di lui, mentre i minuti passavano e si ritrovava a fissare la foto.
Ripercorse velocemente la storia della famiglia, ricercando tra i ricordi lineamenti familiari, ma non assomigliava a nessuno che ricordasse, nonostante un aspetto decisamente conosciuto.
Ricercò somiglianze con tutti quelli che poteva ricordare, mentre continuava a sentirsi quasi ipnotizzato dallo sguardo che lo osservava dalla foto.
Di colpo la foto gli scivolò dalle dita, e cadde a terra mostrando il retro.
Una scritta con una calligrafia di un altro tempo recitava : “Ricordami”.
Guardò di nuovo la foto e si rese conto di assomigliare all’uomo della foto.
I vestiti i modi il posto niente che ricordasse, ma gli occhi lo sguardo si.
Si ritrovò ad osservare una versione diversa di se, vissuta in un esperienza diversa e in un tempo diverso, tornato dal passato per dire che…
…Le stagioni della vita ritornano in modi diversi e con percorsi diversi, ma in ogni percorso l’essere rimane sempre lo stesso.
La verità è che siamo chi siamo sempre, cambia solo il vestito che indossiamo in ogni esperienza che scegliamo, e per il resto è solo mettersi alla prova e cercare di fare ogni volta il meglio che si può.


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