Piccola storia dell’arcobaleno

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Piccola storia dell’arcobaleno

C’era il rosso del sole.

C’era l’arancione dei tetti delle case.

C’era il giallo dei fiori.

C’era il verde degli alberi.

C’era il blu del cielo.

C’era l’indaco di un corso d’acqua.

C’era il viola di un campo di lavanda.

Sul tetto di una casa se ne stava seduta una figura, con una tavolozza nella mano e un pennello nell’altra, domandandosi quali colori potesse ancora utilizzare.

Ad ogni oggetto aveva dato un colore, netto, deciso, senza sfumature, eppure ancora sentiva che mancava qualcosa.

Si era imposto di non usare un unico colore, il nero, che si trovava all’estremità più lontana della tavolozza.

La mano non passava mai da lì, ma ancora sapeva che qualcosa di importante mancava al suo “quadro”.

All’improvviso una pioggia leggera di piccole gocce, lo sorprese e sorprese quel suo paesaggio colorato.

Tutto divenne sfocato e tutto fu avvolto come in una nebbiolina sottile, che avvolse ogni cosa.

Ma ecco che accadde una magia!

La pioggia cessò, il paesaggio tornò lucido e splendente e dalle spalle delle montagne, una scia luminosa iniziò a disegnarsi nel cielo.

Allora la figura trovò la risposta alla sua domanda e con una serie di pennellate precise, affiancate le une alle altre, creò l’arcobaleno.

Finito di dipingere, scese dal tetto e sparì nel nulla, mentre il “quadro” prendeva vita e si animava.

L’arcobaleno fu un piccolo soffio di vita, che riportò lucentezza ai colori, infondendo nelle cose un’anima vitale e gioiosa.

Da allora ogni colore sa di esistere da solo, ma sa di risplendere e manifestarsi in tutta la sua meraviglia, solo in un fantastico arcobaleno.

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