Nel tempo ho notato che c’è una sola sensazione che nella vita di ognuno di noi cambia mentre procede l’esperienza ma non scompare mai ed è il dolore.
C’è chi lo trova al suo fianco al mattino appena apre gli occhi chi lo ritrova accanto alla tazzina del caffè chi lo indossa come un vestito per uscire chi lo guarda affacciarsi timidamente appena apre la porta di casa per uscire e chi lo porta con se come un compagno silenzioso per tutto il giorno.
Può accadere che non ci si faccia caso e può anche accadere che ad un certo momento del giorno si abbia la sensazione di averlo perso nel tempo o smarrito qua e là nelle cose da fare.
Poi si prende un caffè si fanno quattro chiacchiere con un amico si torna ad occuparsi del resto di tutto il resto che ci circonda e si ha quasi l’impressione di avercela fatta di aver superato quel momento quel punto quella sensazione che ci vive dentro.
Si torna a casa e ci si dice che anche per questo giorno senza pensare al pensiero che provoca il dolore siamo riusciti a sopravvivere ad un altro giorno.
Ma in quel momento qualcosa arriva veloce preciso mirato in un unico punto quello più vivo e più debole di tutto il resto e il resto non esiste più.
E allora eccolo lì il dolore che ognuno credeva di aver superato grazie al tempo e ad altre occupazioni che ritorna con tutta la sua forza.
E in quel caso che si fa?
Per tutti dovrebbe funzionare in modo diverso e ognuno dovrebbe avere un suo modo personale di affrontare questo momento ma è anche vero che per tutti la cosa che più conta è riuscire ad affrontarlo.
E allora forse bisognerebbe sedersi e guardare il dolore lasciare che passi attraverso lasciarlo vivere ed esistere.
Abbandonarsi a tutto quello che porta lacrime paura rabbia disperazione e non cercare di dominarlo di scacciarlo di trasformarlo perché comunque sarà sempre lui a trasformare ognuno in ogni caso.
Abbracciarlo e lasciare che per quel momento lui parli di quello che rappresenta perché ognuno conosce bene questo compagno silenzioso e sa bene dove vive e da quanto abita una parte della propria vita.
Certo un solo momento può non bastare e magari per alcuni questo momento sarà prolungato nel tempo mentre per altri sarà più breve forse perché il dolore non è in un posto profondo o forse perché con il tempo qualcuno ha acquisito più dimestichezza di altri nel metodo.
Ci vorranno più o meno momenti come questo a seconda delle esperienze e alla fine si riuscirà a venirne a capo.
Quindi passerà?
No perché niente passa ma certamente ognuno lentamente darà un nome un volto un senso e un posto al proprio dolore e sarà possibile vivere respirare e perché no tornare a sorridere.
Perché alla fine grazie anche ad un sorriso si vive un altro giorno dell’esperienza con il dolore che fa compagnia “senza dolore”.
Un compagno silenzioso

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